Quali sono gli andamenti e i costi dei fondi di investimento che seguono strategie ESG rispetto a quelli non si prefiggono obiettivi sulle tematiche ambientali sociali e di governance? A rispondere ogni anno è l’ESMA (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, con un report che analizza e confronta le spese addebitate ai sottoscrittori e le performance di mercato delle categorie dei fondi che integrano i criteri ESG rispetto a quelli che non hanno parametri di questo tipo. L’ultimo rapporto, il Market Report on Costs and Performance of EU Retail Investment Products 2023 fa il punto della situazione fino alla fine del 2022, anno caratterizzato da un’inflazione elevata e rendimenti contenuti.

In particolare, nel 2022 i fondi ESG hanno registrato delle performance meno soddisfacenti a causa soprattutto della minore esposizione verso i settori dell’oil&gas, le cui elevate performance annuali hanno favorito i fondi OICVM del settore energetico. Un fenomeno legato ai momenti più acuti della crisi energetica, ma che non impatta sui trend di medio lungo periodo. Dal rapporto emerge infatti che tra il 2020 e il 2022, quindi in un arco di tempi più lungo ma che include il periodo meno favorevole, i fondi ESG hanno mostrato un andamento migliore rispetto agli omologhi tradizionali, grazie soprattutto al buon andamento dei fondi azionari (meno bene invece gli obbligazionari ESG e i misti). Quanto al raffronto dei costi lo studio evidenzia che sono simili tra i diversi comparti, nonostante le commissioni di sottoscrizione più elevate per i fondi ESG.

Il documento evidenzia che i costi dei fondi, con il comparto degli strumenti di investimento collettivo in valori immobiliari (OICVM) che ha raggiunto con asset per circa 8,4 trilioni di euro, ha evidenziato una costante diminuzione sia per le commissioni correnti, sia per i costi una tantum. I fondi più grandi (in termini di patrimonio netto) mostrano costi inferiori (-24%) rispetto ai più piccoli, grazie al minore impatto dei costi fissi sul totale delle attività.

In ogni caso, nel 2022 i fondi ESG sono stati i beniamini degli investitori. Secondo lo studio hanno registrato flussi positivi per 48 miliardi, contro il prevalere dei riscatti di 141 miliardi per i fondi non ESG. Quanto alla performance netta media, come già sottolineato, nel 2022 è stata leggermente inferiore rispetto a quella non ESG (-9,3% contro -8,3%), ma allargando l’orizzonte temporale i fondi che integrano i fattori di sostenibilità (principalmente quelli azionari) hanno sovraperformato quelli che non li includono.