Prendersi cura del benessere dei dipendenti, ma anche di clienti e fornitori è fondamentale per la prosperità di tutte le organizzazioni. Le piccole e medie imprese (PMI) hanno però più difficoltà a strutturare attività di responsabilità sociale rispetto alle grandi aziende. In questo scenario i commercialisti intendono svolgere un ruolo nel guidare le PMI, che caratterizzano il tessuto imprenditoriale italiano, nel loro percorso di sostenibilità, grazie alla conoscenza dell’impresa e del suo contesto operativo.

Secondo le indicazioni dell’IFAC (International Federation of Accountants, la federazione internazionale dei commercialisti), che ha pubblicato una guida pratica dal titolo Small Business Sustainability Checklist a supporto delle piccole e medie imprese, in materia di responsabilità sociale un’azienda può:

  • Valutare se le prassi di lavoro siano idonee per garantire salute, sicurezza, diritti umani e benessere dei dipendenti, considerando anche certificazioni relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro come ad esempio ISO45001;
  • Colmare eventuali divari retributivi di genere, prevenire la discriminazione e favorire equità ed inclusione anche tramite attività di formazione dedicate;
  • Identificare e classificare gli stakeholder per rilevanza (come finanziatori, clienti e dipendenti);
  • Contribuire ad enti di beneficenza per sostenere la comunità locali in cui l’impresa opera;
  • Mettere a punto politiche per la protezione dei dati e della privacy dei consumatori e per il feedback dei clienti nell’ambito delle responsabilità di prodotto/servizio.