Si fa presto a parlare di sostenibilità e della sua rendicontazione. Gli stakeholders, infatti, si aspettano la corretta gestione della responsabilità ambientale e della gestione di rischi e opportunità connessi, da tutte le aziende, indipendentemente da dimensione e settore di appartenenza. Per le piccole e medie imprese (PMI), queste attività possono richiedere un impegno notevole, ma non essere ignorate. In risposta a queste esigenze l’IFAC (International Federation of Accountants), ha pubblicato la Small Business Sustainability Checklist, per aiutare le PMI a prepararsi all’introduzione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) che in realtà le riguarderà solo dal 2026. La checklist, che riguarda le aree ambientale, sociale e di governance (ESG), è stata tradotta in italiano dal CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) ed è uno strumento che i commercialisti mettono a disposizione delle oltre 220.000 PMI che caratterizzano il tessuto imprenditoriale italiano.

In particolare, a proposito dei temi ambientali, la checklist suggerisce iniziative pratiche in materia di emissioni di CO2, come il calcolo della carbon footprint o l’utilizzo di energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e l’efficientamento dell’utilizzo dell’acqua. Viene proposta l’analisi SWOT per identificare punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce dei rischi ambientali. L’obiettivo è sviluppare politiche ambientali integrate nella strategia aziendale, identificare e ridurre le emissioni di gas serra, adottare strutture di gestione ambientale come ISO 14001:2015 e misure per limitare il consumo di risorse ed energia.

Il rispetto delle normative ambientali, la ricerca di sovvenzioni governative e l’adeguamento delle attività aziendali a criteri di sostenibilità sono altre finalità di questa checklist. Azioni concrete per mettere in atto strategie di sostenibilità, preparando le PMI alle richieste normative e alle esigenze delle grandi imprese con cui hanno rapporti commerciali.